martedì, maggio 30, 2006

Chiedo aSilos

Oggi la città piange i suoi silos. I quotidiani locali celebrano l'elogio funebre delle due torri che fino a ieri sovrastavano il porto canale. Il Centro punta sull'effetto nostalgia. Dalle colonne di Abruzzo oggi sgorgano invece l'amarezza ed il rimpianto per un pezzo di storia della nostra città spazzato via senza ritegno. Poveri silos, crollati come cartapesta sotto i colpi dei vili demolitori. Tutti avevano grandi progetti per il loro futuro. I cittadini non vedevano l'ora di poter cenare sul loro tetto. Quanti ricordi, quanti aneddoti felici: ma lo sapevate che in realtà non era sale quello ammucchiato sulla banchina?
Un giorno butteranno giù anche questa cabina telefonica in Piazza Sacro Cuore. Stò scrivendo un messaggio e nel box accanto al mio c'è un uomo con una valigetta che fà finta di telefonare. In realtà è intento a fissare un gruppetto di colf che si distinguono dalle altre presenti nella piazza per via della pettinatura poco vaporosa. L'uomo poggia la cornetta e inizia a agitare le tasche dei pantaloni fissandole, incurante della mia presenza. Loro se ne vanno. Lui se ne va. Quando butteranno giù questa cabina un pezzo di Ucraina morirà con lei.
Sono le 19:30 e sta ancora piovendo. Nel cielo si staglia un'arcobaleno visibile come poche volte a Pescara. Una sua estremità spunta dalle parti della Tiburtina. Volgendo lo sguardo al mare vedo( sogno, spero o immagino) che l'altra base ha le radici sul terreno dove poggiavano i silos.
Tutta questa poesia mentre in qualche appartamento di Pescara, magari dalle parti della Tiburtina, un uomo si masturbava sognando bionde criniere.

5 Comments:

Blogger thalassa said...

mai visti i silos di pescara - conosco torri ed ecomostri fatiscenti - e non sono certa di voler vedere realizzati i giganti di vetro di isozaki, libeskind e hadid. del resto, il problema italiano è come affrontare la distruzione creatrice. nostalgia verticale? non solo....

7:09 PM  
Blogger Franco said...

io sarei stato in quello che aveva visto l'arcobaleno mi sarei precipitato subito alla fine dell'arcobaleno per prendermi la pigniatta d'oro che cià lo gniomo alla fine dell'arcobaleno!!
così sarei diventato ricco...e magari coi soldi mi ci fossi fatto una casa a forma di silos così erano tutti contenti!!

11:20 AM  
Blogger Admin said...

Purtroppo la "redenzione" dei simboli post-futuristici dell' aternino capoluogo non è che "una fra le tante". Hanno distrutto nel corso dei secoli i bastioni e le mura (colpa del re Vittorio Emanuele II, mentre era diretto a Sud per incontrare Garibaldi)ed hanno letteralmente oscurato siti archeologici e di rilevanza storica. Basti pensare che qualche anno fa (chi di voi lo sapeva?), sotto il ponte che domina su via Orazio e che ridà su via Lago di Scanno sono riusciti a coprire una porta antica del fine '700 per...farci passare la pista ciclopedonale (tra l'altro i lavori sono ancora in fase di ultimazione). A me pare sempre più una città costruita dal nulla, senza un passato, una città modello Brasilia,capitale del Brasile,senza identità culturale e priva di un background storico. Allora cazzo, perchè non cambiamo volto anche al molo, così abbattiamo pure i Trabocchi?!

11:36 AM  
Blogger Franco said...

scarfacce,scusa ma le biciclette devono pure passare no??per me hannfatto bene a farci la pista ciclabbile,l'unica cosa è che potevano spostare la porta dell'700 a qualche altra parte,magari a corso vittorio e metterla in bella mostra ristrutturandola e portarla al suo antico splendore,quando i romani passeggiavano per pescara trionfanti delle loro eroiche gesta di conquista!!
il probblema è che devono pure capire che i bene culturali devono essere conservati e resi belli!!!
però scarfacce,mi devi spiegare che centra garibbaldi co vittorio emanuele!!!che gaff che hai fatto!!!lo sanno tutti che il re all'epoca non ci stava!!informati caro mio!!

11:43 AM  
Anonymous Anonimo said...

ngulo scarface che ignoranza!

12:08 AM  

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