lunedì, luglio 13, 2009

Procedere Adagio



12 luglio 2009 h.11
Pescara, ridente città al confine con l'Europa

Un marciapiede che costeggia il mare viene traformato in un parcheggio ed in una strada a senso unico dove possono passare automobili, pedoni e dove si tollerano addirittura le bici.

I Cittadini cercano di capire qual'è il senso di tutto ciò. Per una volta senso di marcia e senso logico sembrano coincidere verso il nonsense.

I vigili prendono le generalità dei ciclisti e dei pedoni perchè procedono troppo adagio ed intralciano il traffico.


Se le auto possono passare sul marciapiede allora i pedono possono passare sulle auto

lunedì, marzo 30, 2009

Barzin (miracolo in parrocchia)

Nella sala parrocchiale S.Andrea venerdì sera ho avuto il piacere di scoprire Barzin.
Il vinile ha già compiuto il record stagionale di giri.
Al momento il disco più bello sentito nel 2009.

sabato, gennaio 24, 2009

di questi tempi...

...di questi tempi più che scrivere mi sono messo a leggere, penso si sia notato da queste parti. Mi capiterà anche di leggere ad alta voce, cosa che non ho mai fatto in vita mia e non so neanche se sarò in grado di fare, comunque, provare per credere.

Agli zombi ero rimasto e dagli zombi ripartirò. Si tratta infatti di un racconto preso da questo malandato blog: "L'ultimo scaffale a sinistra" (lo trovate in gennaio 2008).
C'è anche un marcescente trailer:


La cosa si terrà il 10 febbraio alle 18, prima della visione in semi-anteprima di "Diary of the Dead", in Piazza Grue 1 presso la sede della Circoscrizione (a Pescara ovviamente) all'interno di questa iniziativa che è partita in settimana:

martedì, dicembre 16, 2008

breaking news

Ok, speculate pure sui cimiteri, poi però non vi lamentate se arrivano gli zombi.
A questo punto mi aspetto una bella invasione. In fondo nella visione di Romero i morti viventi sono sempre stati i più deboli, le vittime trucidate senza pietà.
Di solito l'epidemia non ha un'origine razionale, questa volta mi pare invece evidente che sarà il fluido dentro la roba di Toyo Ito a scatenare l'inferno.
Quando al Caffè Venezia non ci sarà più posto a sedere i morti torneranno sulla terra.

giovedì, novembre 27, 2008

Fabbricando Case

E' da un pò che latito dal blog. Perso tra luci al neon, fornitori, costituzioni europee e tapis roulant.
Ogni tanto rileggo i vecchi post. Inevitabilmente ci sono dei temi che tornano e si ripropongono. Gli scenari di questa provincia costiera sono limitati e quindi se un determinato modo di gestire il territorio fa schifo, ahimè, solo con il tritolo lo si può eliminare dallo sguardo. E invece si continua a deturpare, costruire nel nome di un'irrazionale sviluppo del turismo fatto di scenografie sempre più desolanti.
Palazzi in riva al mare, che stronzata, credevo avessero smesso, se non altro per fine dello spazio. E invece anche le poche aree ancora libere fanno gola a costruttori, amministratori e piani regolatori. Una situazione in cui spiaggia libera è sinonimo di spiaggia abbandonata, quindi non di tutti ma di nessuno, dunque, per sua vocazione, necessita di un padrone addolcito con lo status di concessionario. La vista mare non è semplicemente una questione da proprietari di appartamenti. Figuratevi cosa me ne può fregare, viviamo in affitto da una vita. E' solo che è come vedere il mondo attraverso le sbarre per un crimine che non si è commesso mentre le merde continuano a fare affari.
Tutto questo perchè ho letto l'ultimo post di un bel blog che trovate anche tra i miei pochi link.
Se non ci siete ancora capitati per sbaglio vi invito a farci un giro.
http://www.comitatoabruzzesedelpaesaggio.com/?p=544

Visto che tra le desolate righe si parla spesso delle geometrie dei paesoni abruzzesi mi sembrava doveroso segnalarlo.

mercoledì, ottobre 29, 2008

Tropic Thunder

La più grande commedia di inizio secolo e forse anche di più. Ben Stiller si conferma l'artista comico più ispirato e vulcanico della sua generazione. Prove attoriali spettacolari e trovate geniali, il tutto in un contesto da kolossal. Una colossale presa in giro di hollywood e del suo immaginario fatato. Nessun war-movie vi sembrerà più lo stesso dopo aver visto questo.
...e questa volta non aspettiamo vent'anni per riconoscere il valore di un film...

venerdì, ottobre 24, 2008

Fuori dal blu e dentro al nero

Rimetto piede all’università dopo quasi tre anni. Fuori ci sono i parenti dei laureati che fumano, applaudono, fotografano, quasi come l’ultima volta. Dentro ci sono ancora molte facce conosciute nonostante il ricambio generazionale sia evidente.
Sono giorni particolari per le università italiane, qualcuno ha visto aggirarsi una pantera, qualcun’altro tenta di accostare la grande mobilitazione di questi giorni ai movimenti storici degli anni 60 e 70. Qualcuno spara cazzate a ripetizione in tv per criminalizzare questa incredibile spinta civile, così come qualche vecchio manovratore oscuro della nostra repubblica rilascia dichiarazioni assurde ai quotidiani nazionali, al quotidiano nazionale.
In questa cazzo di facoltà di economia invece tutto è come sempre. Tutto è anestetizzato. Il volantinaggio c’è, si, ma è quello dei flyer dei locali notturni che formano un tappeto che colora ogni sedia, ogni panchina di queste stanze altrimenti buie, ed i P.R. sono più insistenti dei venditori di rose.
Faccio due passi per il corridoio di questo bunker mancato dove la luce del sole entra solo da qualche spiraglio. E’ stato in queste stanze che mi sono accorto di essere miope. Non ho mai avuto nostalgia della vita da universitario, anzi. Però lo studio un po’ mi manca. Credo che tornerò ogni tanto con i libri sotto braccio a fare lo slalom nel piazzale dell’Agip durante le giornate di pioggia, quando tutto si allaga, e magari come il piccolo George lancerò la mia barchetta protetta dalla paraffina lungo il canale di scolo. Sarà allora che gli incubi si riaffacceranno dalla grata della fognatura e tornerò a tremare per il pagliaccio con il palloncino e i denti gialli.
La mia copia di IT è datata ottobre ’93. Avevo 11 anni e l’acquistai alla Standa di Piazza Duca. Ero un bambinetto che aveva investito la sua paghetta in un volumone di 1200 pagine sulla spinta di un pessimo ma suggestivo adattamento televisivo. Ma il mondo non è come ci appare dalla Tv, le cose sono molto più complesse. Il mondo all’interno di quel libro era più torbido e incasinato di quello dei ragazzini della fiction. Un mare di descrizioni e rapporti che non riuscivo a comprendere. Gay, bifolchi di provincia, problemi esistenziali e membra tranciate.
Il libro non sono mai riuscito a finirlo al tempo. L’ho sempre tenuto in evidenza nella libreria che man mano è cresciuta, fino all’attuale esplosione. L’altra notte, l’ennesima notte insonne, il pagliaccio mi ha chiamato per farmi ripiombare nell’incubo. Ho preso sonno alle 6 di mattina proprio nel punto dove avevo lasciato il segno l’ultima volta quindici anni prima, quando per le strade di piazza duca si aggirava l’ambulanza nera che esportava gli organi ai bambini per rivenderli al mercato nero. Quante stronzate che si raccontano ai più piccoli.
Intanto IT continua a vegliare su di noi ed ogni sua apparizione ci farà ripiombare nell’incubo che non ci ha mai lasciati da quando siamo piccoli. E non sapremo mai con quale aspetto si manifesterà, se sarà il pagliaccio, il ragno, l’ambulanza, l’insonnia o la pantera.