sabato, aprile 01, 2006

Colloquium Vitae

Il secondo colloquio si svolge la mattina in un lussuoso hotel. Non avevo capito molto bene cosa dovesse accadere, la colpa non è solo mia ma anche del selezionatore, uno psicologo esperto in risorse umane che mi aveva sputato addosso una serie di termini estranei a qualsiasi persona che non indossi un blazer blu, come se non bastasse parlava anche con la patata in bocca, tipo tipo quel ragazzetto che va facendo il gangsta rapper in Tv di questi giorni. Comunque, mi presento a questa seconda fase spinto più che altro dalla curiosità e mi ritrovo in una situzione molto simile ad un rapimento ufologico. Certe volte mi chiedo come cazzo sia possibile che mi ritrovi in queste situzioni assurde. Gli altri 8 candidati sono già nella Hall. Mi rendo subito conto di essere l'unico con jeans a zampa, scarpe by pittarello, camicia grigia a quadri ricoperta da maglia nera e soprattutto niente giacca. Ho davanti una sfilata di gente che sembra lontana da me mille miglia, anche se in fondo non è così. La maggior parte di loro ha solo tirato fuori dalla formalina il vestito della laurea e stretto eccessivamente il nodo della cravatta. Il problema non è tanto stare in giacca e cravatta o meno, ma lo stare come manichini imbalsamati. Tutti gli altri hanno poi come accessorio una valigetta piatta in pelle che presumo sia vuota. Nella stanza dove si terranno le prove ci aspetta l'eminente selezionatore, appena entriamo sembra quasi risentito perchè lo abbiamo distolto dalla lettura de "Il Giornale". Sbracato sulla sedia e con la sua immancabile patata in bocca corredata da accentaccio lombardo inizia a biascicare concetti che possono trovare ospitalità sono nei breviari di Scienze Manageriali. La cosa mi diverte sempre di più e non vedo l'ora di tornare a casa per mettere nero su bianco quello a cui stò per assistere. Ci invita a presentarci uno alla volta e ad inscenare una discussione per almeno 30 minuti. Finito il giro conoscitivo il discorso prende subito una deriva campanilista e si accentra sulla rivalità Chieti-Pescara. L'egregio Dottor ci scruta e prende appunti. Le redini della situazione sono impugnate da un giovine proto-berlusconiano, le sue opinioni sono condivise quasi da tutti ed io tremo pensando al 9 aprile. Seguono test psico-attitudinali e esercizi di problem solving, li affronto come se fossi al mare alle prese con la settimana enigmistica, sono quasi irritante perchè vedo gli altri agitati e sudati. Il timidissimo ragazzo in completo celestino alla mia sinistra ha una tempia che pompa liquidi come la lavatrice di mia madre nei giorni festivi. Scoprirò più tardi di aver conseguito nei test un risultato di molto superiore alla media nazionale. Tutto questo è assurdo. Si torna a discutere in gruppo su tematiche aziendali, un mio coetaneo di cinquant'anni dice che a lui non interessa che il lavoro sia bello e interessante, l'importante sono i soldi. La logorrea di questo tipo è la goccia che fa traboccare la bile della mia attenzione. Da questo punto in poi decido di divenire spettatore. Insomma, la situazione è completamente bizzarra: nove persone che non si conoscono se ne stanno attorno ad un tavolo cercando di essere cordiali e spigliati con il prossimo parlando di cose che non stanno nè in terra nè sottoterra. Come se non bastasse un uomo antipaticissimo che somiglia all'ex sottosegretario all'Economia di AN ci studia svogliato come se fosse l'ultima cosa che desideri fare al mondo. Boh!? Ultima prova: assegnare un aggettivo positivo ed uno negativo ad ognuno degli altri candidati. Mi sbizzarrisco nella fiera delle ovvietà e consegno il foglio. Rischio anche di aver fatto una buona impressione. Ho la camicia sudata e non vedo lora di andare al concerto di Cesare Basile. Domattina tornerò dai miei pazzi, tra loro sì che stò bene.

3 Comments:

Anonymous Anonimo said...

allor che ci vi fa'?
misa' che tu vu la bott pien e la moglie imbriac.

3:15 PM  
Blogger ilVino said...

infatti sci, mi sà pure a me. Però è divertente.

3:23 PM  
Anonymous il tuo libraio said...

quando ho lavorato con i milanesi scene del genere le vedevo tutti i giorni, gente superiore! Poi basta che gli fai brutto una sola volta e diventano zerbini. Evviva la sete di soldi!!

3:42 PM  

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